Abbiamo omesso il punto di domanda perché dovremmo sapere che il Paese va alla deriva.
Dove va l’Italia è il tema trattato da Limes rivista che condivide con il lettore/ascoltatore l’analisi geopolitica Italia-Resto del Mondo.
Prima di L. Caracciolo, ci siamo occupati dell’argomento e studiato l’andamento dei cicli dell’economia internazionale succedutisi nelle passate quattro decadi, che abbiamo interpretato attraverso il comportamento dei Decision-Makers.
Abbiamo valutato gli eventi facendo ricorso alla teoria del cambiamento intesa come “un processo di negoziazione continua tra gli Attori dello Sviluppo chehanno differenti interessi / aspirazioni / obiettivi /aspettative nel perseguire un obiettivo di sviluppo” [1].
In tale contesto abbiamo osservato che l’andamento delle fasi economiche è stato determinato dal prevalere delle posizioni ora dell’uno ora dei citati Decisori, cioè dalla loro forza contrattuale nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo. In altri termini abbiamo trasferito a livello macroeconomico il paradigma che definisce la performance dei progetti di sviluppo attraverso la condotta dei giocatori. Il modo di operare dei citati Attori ha avuto un comprensibile riscontro nell’economia italiana in quanto connessa e interdipendente con il Sistema con cui condivide i valori.
Quali sono stati gli obiettivi della crescita del Paese dichiarati dalla politica nelle precedenti quattro decadi? Ci sono state sette legislature e diciassette Esecutivi che non hanno prodotto risultati di rilievo per la precarietà dell’insediamento, il Governo Renzi più longevo tra i brevi. Con la diciottesima legislatura il movimento Populista ha enunciato una serie di slogan (Uno vale Uno, modello Costaricano) che hanno fatto presa sull’elettorato insoddisfatto, desideroso di voltare pagina e affascinato dal flauto magico Grillino che ha portato il Paese alla deriva. La maggioranza parlamentare ha dato vita a due governi definiti giallo/verdi e giallo/rosa guidati da un avvocato – Conte – di una causa persa.
La causa era perdente in quanto priva di un quadro logico di riferimento in termini di visione, obiettivi e modalità d’intervento, ma ideologico e utopico. In altri termini un progetto di governo insostenibile che è stato possibile per la datata incongruenza e incoerenza dell’opposizione parlamentare di sinistra, circostanza che, poi, ha premiato la cosiddetta destra che nell’attuale legislatura (XIX) guida il Paese.
Trenta governi negli ultimi 40 anni. Se la storia ha un senso, la progettazione del domani dovrà tener conto di questo dato storico perché il futuro è la proiezione del presente figlio del passato. Nulla è accaduto per avvenimento fortuito ma come risultato di cause e concause legate in un processo di sviluppo instabile e insostenibile.
Quello attuale è un Esecutivo che ha più di una novità, prima fra tutte, una donna nella posizione di Presidente del Consiglio dei ministri: G. Meloni che ha impresso un attivismo nelle relazioni internazionali tradottisi in una politica più Atlantica e meno Europeista, più USA e India e meno Cina e Russia; all’elettorato è stato promesso un nuovo indirizzo di politica economica che possa davvero incidere per attenuare i divari di reddito generazionali e territoriali.
Salvo marcati distinguo a livello di politica estera, sul piano interno, il parlamento ha dato delega al governo in materia fiscale, ma soltanto con i decreti attuativi sarà possibile valutare se e come ci sarà stata una redistribuzione del reddito e una politica dell’occupazione e dell’immigrazione.
Pertanto, la “cifra” del governo in carica sarà data dalla capacità e volontà politica di attivare una politica fiscale che favorisca massicci investimenti del settore l pubblico e privato, accompagnata da una decisa lotta all’evasione fiscale: si parla di 120/130 miliardi di euro all’anno. L’evasione fiscale è un fenomeno globale, ma, statistiche alla mano, in Italia il livello è decisamente inaccettabile. Questo è il problema.
[1] The theory of change applied to finance for development THE THEORY OF CHANGE APPLIED TO FINANCE FOR DEVELOPMENT: http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1252660/the-theory-of-change-applied-to-finance-for-development_1268103


