I am doctor in Economics. I am based in London (+44 7943286549) and Rome (+39 3273211887).
I do have a banking background and specialization in Microfinance, Project Management-Monitoring-Evaluation, Risk Fund.
I have accumulated more than 30 years of experience in 28 Countries and collaborated with the major international development organizations such as World Bank Group, Ministry of Foreign Affairs-Italian Co-operation, European Union, Danish Cooperation, FAO, UNDP and Others in East Europe, Caribbean, Central Asia and Africa.
SERVICES - Investment Advisor - Design, Manage, Evaluate Credit Projects Financial inclusion - Trust Funds - Guarantee Funds - SME financing & Private Sector Development - Association in submission Tenders dossiers & EOI - Assist MFI decision makers to understand situations and take action - Project Management & Evaluation - Drafting Technical proposals & Methodologies - Review and revision MFI strategy & Management - Investigation for markets opportunities - Design credit models & Launch new products - Capacity building, Business development, Financial inclusion - Downscaling & Up scaling operations - Backstopping position to follow-up multiple field activities - Training Managers & Field staff.
I launched the Service A PROJECT FOR MFI DECISION MAKERS. enquiry: graziosiascanio@aol.com
I am Founder and Owner of 2030 FINANCIAl INCLUSION with LinkedIn,
https://www.linkedin.com/groups/4682884
I published The Gateway to Africa Inclusive Growth, JAMBO FUND https://www.morebooks.de/store/gb/book/the-gateway-to-africa-inclusive-growth-jambo-fund/isbn/978-620-2-28375-5
L’Africa è indefinita e indefinibile, si lascia prendere, non possedere
AFRICA/DOMANI: il futuro è la proiezione del presente, erede del passato.
Il testimone è passato dai coloni alle élite nazionali che hanno ignorato il cambiamento…
… si avvia verso una nuova colonizzazione ….
… con lo sviluppo incontrollato e ineguale….
… e il territorio è occupato, ma non posseduto.
È una rinnovata corsa all’oro dell’epopea americana…
… ma sono le Nazioni e non i singoli individui …
… Guerre, rivolte, sommosse, conflitti interni….
… Brutalità e autocrazia sono la cifra del momento storico …
… i giovani emigrano alla ricerca di un benessere negato in patria….
… e i capitalisti poco lungimiranti investono in altri luoghi.
I Generali dominano il campo, ma i finanzieri sono i veri detentori del potere …
… con formazione di blocchi regionali, ma i membri hanno strategie diverse….
…. tuttavia, progettare il futuro è possibile e con probabilità di successo.
Qualcosa sta cambiando …. Pensatori e uomini d’azione non mancano:
Elenco non è breve, tra questi:
Sidi Ould Tah, presidente della Banca Africana di Sviluppo
Ivo Arrey, Centro Africano per la Comunità e lo Sviluppo
Lewis M. Ndichu, Centro per la Politica Cinese e Africana
T. O. Elumelu, visionario, magnate e banchiere nigeriano
Samia Suluhu, Presidente della Repubblica Unita di Tanzania
Cosa fare?
Non servono nuove regole del gioco, ma una nuova condotta degli attori della crescita
Partenariato con investitori occidentali…
Attrezzare la finanza, avere mercati ricettivi…
Politiche economiche lungimiranti…
Sulla base dell’esperienza diretta in diciotto paesi, abbiamo fatto due proposte pratiche per frenare l’esodo dei giovani e favorire gli investimenti di capitalisti africani:
Opzione A – Capitalisti membri di Agenzie di sviluppo Opzione B – Capitalisti creano il proprio Fondo rischi.
L’Africa è indefinita e indefinibile, si lascia prendere, non possedere
Anteprima
AFRICA/DOMANI: il futuro è la proiezione del presente, erede del passato.
Il testimone è passato dai coloni alle élite nazionali che hanno ignorato il cambiamento…
… si avvia verso una nuova colonizzazione ….
… con lo sviluppo incontrollato e ineguale….
… e il territorio è occupato, ma non posseduto.
È una rinnovata corsa all’oro dell’epopea americana…
… Guerre, rivolte, sommosse, conflitti interni….
… Brutalità e autocrazia sono la cifra del momento storico …
… i giovani emigrano alla ricerca di un benessere negato in patria….
… e i capitalisti poco lungimiranti investono in altri luoghi.
I Generali dominano il campo, ma i finanzieri sono i veri detentori del potere …
… con formazione di blocchi regionali, ma i membri hanno strategie diverse….
…. tuttavia, progettare il futuro è possibile e con probabilità di successo.
Qualcosa sta cambiando …. Pensatori e uomini d’azione non mancano:
Sidi Ould Tah, neoeletto presidente della Banca africana di Sviluppo
Ivo Arrey, membro del Centro Africano per la Comunità e lo Sviluppo
Lewis M. Ndichu membro di vari organismi e del Centro per la Politica Cinese e Africana
T. O. Elumelu, magnate e banchiere nigeriano
Samia Suluhu, Presidente della Repubblica Unita di Tanzania
Cosa fare?
Non servono nuove regole del gioco, ma una nuova condotta degli attori della crescita
Partenariato con investitori occidentali…
Attrezzare la finanza, avere mercati ricettivi…
Politiche economiche lungimiranti…
Sulla base dell’esperienza diretta in diciotto paesi, abbiamo fatto due proposte pratiche per frenare l’esodo dei giovani e favorire gli investimenti di capitalisti africani:
Opzione A – Capitalisti membri di Agenzie di sviluppo
Opzione B – Capitalisti creano il proprio Fondo rischi.
Niente è casuale, c’è una logica di accadimento degli eventi.
La proposta si basa sull’esperienza in diciotto paesi africani, su ventotto nel mondo. In argomento, abbiamo il privilegio di menzionare un elogio scritto concesso dal Primo Ministro della Somalia nel periodo della collaborazione presso la Banca Centrale e una lettera di referenza emessa dalla Banca di Sviluppo Agricolo (Guinea Conakry) al termine della missione per conto dell’ONU/FAO.
Il tema dello sviluppo dell’Africa è ricorrente nella stampa, da quando il Presidente Obama ha annunciato un budget di 2,5 miliardi per il Programme Power Africa Initiative, durante una visita nel Continente nel 2013. Nel 2014, T. Elumelu propose l’idea dell’Africapitalismo per promuovere lo spirito imprenditoriale africano e l’affrancamento dalle dipendenze esterne.
La tendenza demografica da esaminare per cogliere e progettare le sfide di sviluppo. Secondo l’ONU, la popolazione africana esploderà e il tasso di disoccupazione tra i giovani continuerà a essere allarmante: l’attuale popolazione di 1,4 miliardi raddoppierà entro il 2050; è stata prevista una crescita di 42 milioni di persone ogni anno. Non è necessario sottolineare l’importanza e le implicazioni dei dati sopra elencati.
Le recenti analisi della tendenza economica non sono incoraggianti e, in particolare, si è detto che “I capitalisti africani rimangono avversi al rischio” e…. Le richieste di finanziamento non parlano la lingua richiesta per investire.
Le ragioni dietro il non investimento meritano attenzione, e forse i sociologi potrebbero aiutarci e fornire una spiegazione. La domanda è cosa fare? A nostro avviso, ci sono alcuni ostacoli sia nella metodologia che nella pratica. La questione è duplice perché non si tratta solo di aggiornare il paradigma, ma anche di coinvolgere i capitalisti nel processo di sviluppo, e di riposizionare la loro strategia alla luce delle condizioni di mercato in evoluzione. In sintesi, le risorse finanziarie non mancano; quindi, cosa fare riguardo all’avversione al rischio? Solo una nuova analisi può risolvere l’impasse: abbiamo approfondito l’argomento ed elaborato due opzioni:
A – Fornire ai capitalisti, agli imprenditori il capitale iniziale per istituire il Fondo Rischi.
B – Associare i capitalisti alle decisioni strategiche all’interno dei sistemi di sviluppo. AFRICA/DOMANI è in corso di pubblicazione
L’Africa vive un momento storico eccezionale con prospettive di sviluppo enormi, ma altrettanto ricche d’insidie.
L’Africa è tutto e molto di più. E può essere raccontata in molti modi, tante sono le realtà del continente. Come ho scritto in AFRICA/DOMANI in corso di pubblicazione, è un grande cantiere con molte Direzioni Lavori che all’interno dei 54 Paesi si riproducono nelle centinaia di realtà tribali e idiomatiche.
Come ho osservato nella posizione di consulente per conto delle Agenzie internazionali di sviluppo, il territorio è indefinito e indefinibile, si lascia conquistare, non possedere.
Il futuro è già stato scritto e sarà la continuazione del racconto della mancata risposta delle classi dirigenti che hanno privilegiato lo status quo al cambiamento e omologato il racconto ai criteri di chi detiene il potere. Dall’analisi è emerso il ruolo dominante della finanza sull’economia, ma la finanziarizzazione non ha fatto da leva per la crescita sostenibile, perché il paradigma finanziario è stato applicato in modo errato.
L’instabilità politica e l’incertezza hanno alimentato le preoccupazioni dei cittadini che vivono tempi difficili. Una marea di persone ha trasferito la residenza in altri luoghi con motivazioni diverse, tra cui emergono: insicurezza alimentare, insufficienza dei diritti sociali e civili e ricerca di benessere, da realizzare con algoritmi di crescita differenti.
Gli europei soltanto di recente hanno considerato l’integrazione del flusso migratorio attraverso la cooperazione, da realizzare attraverso relazioni negoziate alla pari e miranti allo sviluppo non più diseguale.
In un contesto in continua evoluzione, abbiamo proposto un nuovo Modello di Finanziamento dello Sviluppo che prevede il passaggio dall’Economia Basata sul Credito all’Economia Fondata sulla Domanda delle Comunità.
In tale quadro operativo, il risultato degli interventi sarà funzione dell’importanza relativa degli obiettivi, degli interessi e delle attese degli attori dello sviluppo in una continua negoziazione alla ricerca di un punto d’incontro con il prevalere, di volta in volta, degli interessi dell’uno e dell’altro attore dello sviluppo. E può essere rappresentato dalla seguente equazione:
Risultato intervento= F (decisioni/comportamenti di: Governo, Finanza, Domanda, Offerta, Team ).
Condividiamo l’anteprima di questo PROGETTO EDITORIALE che trova conferma nell’attualità del tema che abbiamo discusso in passato https://ascaniograziosi.net/blog/ e di recente è stato oggetto di una ricerca pubblicata in sei lingue: AFRICA’s FUTURE, https://www.morebooks.shop/shop-ui/shop/translation-bundle/c2356c37c40. [1]. Ascolteremo suggerimenti, commenti e volentieri Editori per un Periodico diffuso che richiede mezzi e strutture adeguati.
L’obiettivo è quello di realizzare un Punto d’incontro nella prospettiva di migliorare la conoscenza di un Continente ancora poco compreso. L’Africa vive un momento storico di rinnovato appetito da parte delle Nazioni Potenti per territori ricchi di risorse di cui impossessarsi non più con gli eserciti ma con i traffici commerciali e i Mercanti padroni di filiere commerciali hanno sostituito i Generali che comandano eserciti.
È un dato di fatto che l’argomento Africa è tornato ad essere ricorrente, come già avvenuto in passato. Questa volta l’interesse sembra essere continuo, iniziato dopo la visita nel Continente dell’ex presidente Obama (2013) e l’annuncio di un programma da 2,5 miliardi di dollari per investimenti, che peraltro non ci risulta sia stato confermato nei fatti; dopo la triplice crisi (covid, economica e guerre) il dibattito geopolitico è diventato più consistente con provvedimenti da parte di USA, dell’Unione Europea, Cina e Turchia, che commenteremo.
Al presente gli Africani vivono una sfida epocale. La narrazione dei mutamenti in corso è un esercizio complesso per le variegate realtà, nondimeno tenteremo d’interpretare il divenire di fatti e accadimenti nella prospettiva di DOMANI quale proiezione del presente che ha ereditato un passato di cui gli Africani intendono liberarsi. Basti pensare all’informazione/comunicazione che è effettuata con una lingua appresa da altri.
Alla 78ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, lo scorso settembre 2023, il presidente della Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Akinwumi Adesina ha affermato che l’architettura finanziaria globale limita lo sviluppo dell’Africa perché non fornisce le risorse necessarie per realizzare le priorità di crescita e sviluppo. A nostro avviso, molto dipenderà dalla capacità e volontà di avviare a soluzione i problemi.
La consapevolezza del momento storico è stata ribadita al vertice Italia-Africa, tenutosi a Roma alla fine di gennaio 2024 (cui abbiamo partecipato) e sottolineata da Moussa Faki Mahamat, Presidente dell’Unione Africana: “Le promesse non bastano per noi, passiamo dalle parole ai fatti”. Secondo la nostra opinione anche gli Africani dovrebbero impegnarsi con un coinvolgimento più consapevole nel processo di sviluppo.
Peraltro, è da ricordare che già nel 2018 la Banca Mondiale aveva sottolineato l’avversione al rischio dei capitalisti africani:“African investors remain risk-averse” and …. the funding requests lack speaking the language required for investment”. Perché questa cautela? Non certo per mancanza d’immaginazione, ma per una precisa scelta fatta nel quadro della economia finanziaria, che ha privilegiato l’obiettivo di facilitare l’accesso alla sportello della finanza anziché la creazione di nuovi posti di lavoro, come è emerso da una nostra analisi: AFRICA’s FUTURE: https://www.morebooks.shop/shop-ui/shop/translation-bundle/c2356c37c40 .
Donald Trump ha iniziato la guerra dei dazi, ma “queste guerre commerciali gli si ritorceranno contro”, come dice Robert Shiller, Premio Nobel 2013. Controproducenti e miopi sono anche le ritorsioni di Trump nei confronti di Cina, Canada, Messico e Europa.
Al giorno d’oggi, l’acquisizione di mercati ha sostituito la conquista di territori e la posizione della Russia nei confronti dell’Ucraina è un’eccezione come perpetuazione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), ma inaccettabile e obsoleta. Finanzieri/mercanti/imprenditori hanno sostituito i generali come attori più importanti nello scenario della globalizzazione.
In questo contesto, se da un lato è importante parlare di esportazioni, importazioni e investimenti, dall’altro non bisogna dimenticare i poveri (left behind – laisser pour compte) perché aiutarli è anche lungimirante, sulla base del fatto che l’inclusione economica aumenterà gli affari.
In estrema sintesi, L’Africa vive un processo d’incredibile trasformazione verso un futuro pieno di potenzialità ed è sufficiente notare la tendenza demografica per cogliere le molteplici sfide. La SFIDA è Colossale e richiede la convinta partecipazione di tutti e ciascuno.
AFRICADOMANI intende contribuire alla valorizzazione delle risorse non solo con le testimonianze dei protagonisti del Piano Mattei e di Global Gateway Africa – Europe Investment Package, ma anche con commenti, comportamenti e risposte degli Africani medesimi. Tutti sono invitati a contribuire sull’argomento.
Piano Editoriale previsto: – UNA SFIDA COLOSSALE – TERRA DI CONQUISTA, DI NUOVO? – PROBLEMI E PROSPETTIVE – APPROCCIO INNOVATIVO ALLO SVILUPPO.
[1]Abbiamo collaborato diffusamente in Africa, Europa Orientale, Russia, Asia Centrale e Caraibi, nella posizione di Economista-Capo Progetto, per conto di Agenzie Internazionali: Banca Mondiale, FAO, UNDP, WHO, Commissione UE, Governo italiano, Cooperazione Danese, Privati, di cui abbiamo dato conto: https://ascaniograziosi.net/overseas-assignments.
In AFRICA abbiamo vissuto a lungo e portato a termine venticinque missioni in diciotto Paesi, di cui in quattro con lo status di residente: Somalia (due mandati), Swaziland, Burkina Faso, Zaire (RDC) e nei seguenti con contratti di breve termine: Ghana, Morocco (due missioni), Algeria, Malawi (due), Cameroon, Mali (due), Etiopia (due), Guinea Conakry (due), Niger (due), Tunisia, Capo Verde, Chad, Nigeria, Angola.
RICONOSCIMENTI –Elogio scritto dal Primo Ministro della Somalia per i risultati ottenuti come Segretario-Membro di un Comitato governativo, durante la collaborazione presso la Banca Centrale della Somalia, negli anni Sessanta. – Lettera di referenze emessa dalla Banca di Sviluppo Agricolo al termine di una missione in Guinea Conakry per conto dell’ONU/FAO, negli anni Ottanta.
Abbiamo condiviso il concetto di finanza per lo sviluppo, ma abbiamo appreso molto in termini di arricchimento culturale.
Designing the future is a complex exercise, especially in the context in continuing evolution; but it is not impossible and even with probability to succeed. By and large, nothing happens by chance, but everything is linked to a logic of occurrence.
A– We would like to draw conclusions by taking the results of an international survey carried out by the African Development Bank on the main shortcomings of the financial market:
A1 – The estimated global trade finance gap has been large and stable at $1.5 trillion.
A2 -The achievement of the Sustainable Development Goals is at risk if the international trade finance gap continues.
A3 – More than 70 percent of the banks surveyed have highlighted a shortage of services to meet the trade finance needs of the global market.
These shortcomings are more widespread in Africa and as far as financial relations are concerned it can be said that the main obstacle is the lack of confidence that leaves off incalculable opportunities for both sides.
The banks should do more mainly on the assessment of the client’s financing requests. We do say that the loans’ repayment could be guaranteed with a very good assessment of the financing demand, good monitoring & follow-up along a well-defined recovery procedure. On the other side, the customers should present reliable and sustainable demand for loans.
Currently, the financial markets’ situation could hamper sustainable and equal development. This is due to the functioning of the markets, which could be explained with asymmetric information or when one party has more information than the counterpart. In other words, it is a problem of confidence that is evident in the position of the creditor and debtor: in the event of non-repayment, the loss of the former won’t only be the percentage of the interest not cashed, but the full capital invested, while the latter will risk his reputation and thus driven out of the market.
The future is the projection of the present son of the past. Any event of human life, even the most unthinkable one, is originated by a cause/concomitant cause; nothing happens by chance, but any action is a continuation of a sequence of events.
Ukraine’s invasion was predictable since Russia annexed Crimea, although it was an objective based on an outdated vision and therefore not winning. Hamas attack on Israel was likely. As admitted by Israeli prominent figures, the intelligence reports have been neglected; but it can’t be excluded that the signals have been ignored by purpose to have a reason to invade the territories and destroy Hamas’ extremists. Sometimes reality prevails over imagination.
Is World War III foreseeable? Yes and no. Yes, if the projection of the future refers to the past, especially the Thirties years of the last century. No, if the paradigm changes in terms of the expected objectives, which are no longer the annexation of territories, but the conquest of markets. In the past, territories were conquered to expand the markets, nowadays markets are conquered to govern territories.
The conventional wars are already a reality because of the many conflicts going on in the Planet. Much more important are the trade wars, which are fought in every region of the world, particularly in Africa. How will the Continent react to facing economic crisis, poverty, and inequality?
It can be observed that despite the progress achieved to bridge the poverty gap the problem remains and, what’s more, it got worse. Currently, poor people aren’t only those living with US$ 2/d (UN definition) but also those who haven’t access to finance for a better living or start-up & growth-up business.
In this perception, the narrative of the facts is crucial. We do say that what has been narrated doesn’t entirely reflect reality, having been written by the same Actors who caused the failures.
For more: PROJECTING THE FUTURE: A NEW MODEL TO REDUCE POVERTY IN AFRICA
Quello attuale è un Esecutivo che ha più di una novità, prima fra tutte, una donna nella posizione di Presidente del Consiglio dei ministri: Meloni che ha impresso un attivismo nelle relazioni internazionali tradottisi in una politica più Atlantica e meno Europeista, più USA e India e meno Cina e Russia. E marcati distinguo all’interno dell’Unione Europea.
Sul piano interno, soltanto con i decreti attuativi sarà possibile valutare se e come ci sarà stata una redistribuzione del reddito e una politica dell’occupazione e dell’immigrazione.
La conferenza di fine anno rinviata e oggi tenutasi, ha confermato lo stato di un Esecutivo in stato di “lavori in corso”. Ad un anno dall’insediamento non poteva essere diversamente. Pertanto, la “cifra” del governo in carica sarà data dalla capacità e volontà politica di attivare una politica fiscale che favorisca massicci investimenti del settore pubblico e privato, accompagnata da una decisa lotta all’evasione fiscale: si parla di 120/130 miliardi di euro all’anno. Peraltro, ha anche confermato un(a) Presidente del Consiglio più come un politico affabulatore che come statista, con una visione casalinga, di politico conservatore, di buon senso, doti che non sono negative, e consolidate dalla pausa bagno che ha la dato la “cifra” alla conferenza!
Un secolo di populismi: mussoliniano, elemosiniere (DC), patriarcale (Berlusconi), utopista (Conte), arrogante (Renzi), conservatore (Draghi), buonista, (Gentiloni) e nostalgico (Meloni).
Viviamo in tempi incerti in Italia e in Europa. Ad ogni buon conto, anche in tempi carichi d’incertezza si può progettare il futuro che è certamente un esercizio complesso, ma non impossibile e con probabilità di successo. Perché nulla accade per evento fortuito, ma tutto è legato a una logica di accadimento, come abbiamo dimostrato con la nostra analisi delle recenti quattro decadi
Figure 1 – Connecting the dots of the financial narrative
Quale sarà il futuro dell’Italia? La risposta non richiede immaginazione: un Paese narrato sul punto di crollare, come la Torre pendente di Pisa che è lì da secoli a farsi ammirare, e la meraviglia continuerà, sempre sospesa tra incredulità e sorpresa. Come per la torre, l crollo non ci sarà perché i fondamentali reggono ma sarà sempre più difficile per la gente comune afflitta da un potere d’acquisto dimezzato.
Il governo attualmente in carica ha confermato il Populismo quale costante storica del Paese, a partire da quello mussoliniano e in seguito elemosiniere (DC), patriarcale (Berlusconi), utopista (Conte), arrogante (Renzi), aristocratico (Draghi), buonista, (Gentiloni) e nostalgico (Meloni).
Altra costante del Paese è il crescente debito pubblico a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso e attualmente di € 130 miliardi. Tutti i governi non solo hanno fallito al riguardo, ma hanno aggravato il fenomeno per il citato populismo, al tempo stesso causa ed effetto dell’impotenza governativa a risolvere il problema che è diventato un male inesorabile.
Avendo vissuto a lungo all’estero e possiamo testimoniare che l’evasione fiscale è un fenomeno non solo italiano, ma altrove è nei limiti accettabili e diremo fisiologici. Desideriamo comunque precisare che preferiamo i difetti Nostrani ai presunti pregi altrui. Ma non bisognerebbe perseverare e continuare ad illuderci. Il problema è risolvibile con una adeguata politica fiscale mirata al perseguimento dell’evasione e alla tassazione dei profitti elevati. Nessun governo è mai riuscito a contrastare l’atavica avversione al pagamento delle tasse da parte dei cittadini che poi si lamentano per gli scarsi servizi sociali e formativi.
Il governo Meloni ha vinto le elezioni e si è insediato con la promessa elettorale di cambiare le regole del gioco politico, ma allo stato dei fatti si è dovuto arrendere. In buona sostanza la tendenza in corso ha codificato il comportamento di voler cambiare a patto che tutto resti come prima. Gli annunciati provvedimenti sugli extraprofitti, sulle banche, sul comparto immobiliare e l’abolizione del salario minimo. L’Esecutivo ha sorpreso simpatizzanti e oppositori e sta subendo una progressiva perdita di credibilità, soprattutto dovuta alla mancata sottoscrizione del MES che, di fatto, esclude l’Italia dal contesto europeo e la pone su posizioni simili alla Polonia e all’Ungheria di cui non condividiamo valori, tradizioni, costumi. Siamo isolati nonostante il rinnovato impegno alla NATO e il sostegno all’Ucraina.
È colpa dei governi? SÌ e NO. Perché i nostri rappresentanti non sono marziani, ma eletti in libere elezioni. Se questo è il dato di fatto si può dedurre che il comportamento dei Rappresentanti eletti, riflette il Paese che resta diviso tra pro e contro l’UE, che è stato palesemente dimostrato anche dal voto sulla legge di bilancio.
L’invasione dell’Ucraina era prevedibile? SI. Perché la Russia (URSS) ha sempre avuto una politica espansionistica, e continuerà ad averla. La crisi finanziaria mondiale poteva essere evitata? SI. Troppa ingordigia fa male a tutti: troppa finanza e poca economia reale. La diffusione del Covid poteva essere circoscritta? SI. Bastava che la Cina avesse circoscritto e informato le Agenzie dell’ONU preposte, sin dai primi sintomi.
Abbiamo dato le risposte e molto di più nel libro che sta avendo un successo editoriale: PROGETTARE IL FUTURO. IL CASO ITALIA