AFRICA/DOMANI

Progettare il futuro è possibile

Niente è casuale, c’è una logica di accadimento degli eventi.

La proposta si basa sull’esperienza in diciotto paesi africani, su ventotto nel mondo. In argomento, abbiamo il privilegio di menzionare un elogio scritto concesso dal Primo Ministro della Somalia nel periodo della collaborazione presso la Banca Centrale e una lettera di referenza emessa dalla Banca di Sviluppo Agricolo (Guinea Conakry) al termine della missione per conto dell’ONU/FAO.

Il tema dello sviluppo dell’Africa è ricorrente nella stampa, da quando il Presidente Obama ha annunciato un budget di 2,5 miliardi per il Programme Power Africa Initiative, durante una visita nel Continente nel 2013. Nel 2014, T. Elumelu propose l’idea dell’Africapitalismo per promuovere lo spirito imprenditoriale africano e l’affrancamento dalle dipendenze esterne.

La tendenza demografica da esaminare per cogliere e progettare le sfide di sviluppo. Secondo l’ONU, la popolazione africana esploderà e il tasso di disoccupazione tra i giovani continuerà a essere allarmante: l’attuale popolazione di 1,4 miliardi raddoppierà entro il 2050; è stata prevista una crescita di 42 milioni di persone ogni anno. Non è necessario sottolineare l’importanza e le implicazioni dei dati sopra elencati.

Le recenti analisi della tendenza economica non sono incoraggianti e, in particolare, si è detto che “I capitalisti africani rimangono avversi al rischio” e…. Le richieste di finanziamento non parlano la lingua richiesta per investire. 

Le ragioni dietro il non investimento meritano attenzione, e forse i sociologi potrebbero aiutarci e fornire una spiegazione. La domanda è cosa fare? A nostro avviso, ci sono alcuni ostacoli sia nella metodologia che nella pratica. La questione è duplice perché non si tratta solo di aggiornare il paradigma, ma anche di coinvolgere i capitalisti nel processo di sviluppo, e di riposizionare la loro strategia alla luce delle condizioni di mercato in evoluzione. In sintesi, le risorse finanziarie non mancano; quindi, cosa fare riguardo all’avversione al rischio? Solo una nuova analisi può risolvere l’impasse: abbiamo approfondito l’argomento ed elaborato due opzioni:

A – Fornire ai capitalisti, agli imprenditori il capitale iniziale per istituire il Fondo Rischi.

B – Associare i capitalisti alle decisioni strategiche all’interno dei  sistemi di sviluppo. AFRICA/DOMANI è in corso di pubblicazione

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Autore: graziosiascanio

I am doctor in Economics. I am based in London (+44 7943286549) and Rome (+39 3273211887). I do have a banking background and specialization in Microfinance, Project Management-Monitoring-Evaluation, Risk Fund. I have accumulated more than 30 years of experience in 28 Countries and collaborated with the major international development organizations such as World Bank Group, Ministry of Foreign Affairs-Italian Co-operation, European Union, Danish Cooperation, FAO, UNDP and Others in East Europe, Caribbean, Central Asia and Africa.
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